Strumenti
Piranometro
Il piranometro misura l’irradiamento su una superficie piana (Watt/m2). L’irradiamento misurato è la somma dell’irradiamento diretto prodotto dal sole e dell’irradiamento diffuso (Irradiamento globale). Il principio di funzionamento dello strumento si basa su un sensore a termopila. La superficie sensibile della termopila è coperta con vernice nera opaca che permette al piranometro di non essere selettivo alle varie lunghezze d’onda. Il campo spettrale del piranometro è determinato dalla trasmissione di due cupole in vetro. L’energia radiante è assorbita dalla superficie annerita della termopila, creando così una differenza di temperatura tra il centro della termopila (giunto caldo) ed il corpo del piranometro (giunto freddo). La differenza di temperatura tra giunto caldo e giunto freddo è convertita in una differenza di potenziale grazie all’effetto Seebeck. Lo strumento è provvisto di due cupole concentriche al fine di garantire un adeguato isolamento termico della termopila dal vento, e per ridurre la sensibilità all’irradiamento termico.
La cella di riferimento o cella campione
In alcune situazioni viene utilizzata la cella di riferimento o cella campione, trattasi di una piccola cella fotovoltaica di cui si conoscono con precisione le caratteristiche; la cella opportunamente collegata ad un multimetro digitale da un valore in tensione mV. Proporzionale al valore dell’irraggiamento; irraggiata dal sole e misurate le grandezze elettriche, consente di risalire ai valori dell'irraggiamento totale.
Ha una precisione inferiore rispetto al piranometro.
Eliografo
Lo strumento che misura la durata dell’irraggiamento solare è l’eliografo, sensibile all’irradiazione diretta, cioè ai raggi solari visibili che determinano le ombre, con un limite minimo di illuminazione che può variare tra 70 e 280 W/m2. |